Le patologie: Fascite Plantare

DEFINIZIONE ED EZIOLOGIA
La fascite plantare e' un'infiammazione della fascia plantare, struttura che si origina dal calcagno fino a raggiungere le dita del piede, che ha il compito di sostenere la volta plantare.
L'eziologia delle fasciti e' multifattoriale: microtraumatica, posturale; possono essere associate a presenza di spina calcaneare
DIAGNOSI
La diagnosi è clinica ed integrata dall' esame radiologico.
TERAPIA CONSERVATIVA
Grande parte dei pazienti affetti da questa patologia ottengono una guarigione completa grazie ad un trattamento conservativo quale:
• terapia fisica ( ipertermia, ultrasuoni)
• terapia farmacologica anti-infiammatoria
• taping funzionali
• infiltrazioni corticosteroidee
• plantari con scarico elettivo
• esercizi di stretching della fascia plantare
FASCITE PLANTARE ED ONDE D'URTO
La fascite plantare rappresenta la più comune causa di dolore al piede. La patologia è spesso definito ‘sperone calcaneare’, ma tale denominazione è erronea essendo questo un termine aspecifico che si riferisce alla presenza di una esostosi calcaneare inferiore considerata causa del dolore invece che occasionale reperto radiografico; non c’è infatti correlazione tra dolore e presenza di tale esostosi, e l’escissione chirurgica della spina non rientra nel trattamento chirurgico di questa condizione patologica.
La patologia è comunemente causata da una condizione di squilibrio biomeccanico che esita in una tensione della fascia plantare. La fascia plantare origina dalla porzione mediale del calcagno e contrae rapporti con diverse strutture dell’avampiede. Se ne distinguono una porzione mediana, mediale e laterale, ed è la prima porzione quella maggiormente coinvolta in diversi processi patologici .
Istologicamente la matrice extracellulare compresa nella fascia è costituita da collagene e fibre elastiche, e queste ultime possono modificare il proprio orientamento con l’aumentare del carico, mettendo pertanto la fascia in tensione.Diversi autori considerano la fascia plantare un’importante componente per l’integrità dell’arco longitudinale nell’ambito del normale modello dinamico piede-caviglia.La disfunzione di questa struttura, in conseguenza di cause primarie e secondarie, può dunque portare a dolore del piede, acuto o cronico.
EZIOLOGIA

Molti casi di fascite plantare sono il risultato di un’alterazione biomeccanica che esita in un’abnorme pronazione. Tale pronazione può per esempio essere presente nel caso di piede cavo, retropiede varo, tibia vara, piede equino, antepiede varo, antepiede valgo compensato, differente lunghezza degli arti inferiori.L’aumentata pronazione comporta infatti uno stress aggiuntivo in corrispondenza della componente centrale della fascia e può esitare nella fascite plantare.

CLINICA

La fascite può avere diversi quadri clinici di presentazione. Sebbene il dolore possa interessare l’intero decorso della fascia, esso è di solito limitato alla parte infero-mediale del calcagno, in corrispondenza del processo mediale del tubercolo calcaneare. Questa prominenza ossea è il punto di origine della banda centrale della fascia plantare, dell’adduttore dell’alluce e del flessore breve delle dita. Il paziente di solito riferisce dolore in particolare compiendo i primi passi al mattino e dopo aver camminato a lungo e la sintomatologia può essere aggravata dal salire le scale o dall’alzarsi in punta di piedi. Il dolore è insidioso e non c’è generalmente storia di trauma acuto, così spesso il paziente giunge all’osservazione del medico dopo diversi anni dall’inizio della sintomatologia . 

DIAGNOSI
La diagnosi è tipicamente basata sulla storia clinica e sull’evidenza di dolore localizzato. La palpazione del tubercolo calcaneare mediale spesso causa dolore importante .
Il dolore è di solito localizzato all’origine della parte centrale della fascia, mentre non c’è dolore alla compressione del calcagno medialmente e lateralmente.
La R.M.N. può essere utile nella definizione della patologia. In condizioni normali la fascia si mostra come struttura ben delineata a diminuita intensità di segnale. In caso di fascite plantare sono evidenti aree di segnale ad alta intensità nelle sequenze T2 pesate, edema in corrispondenza dell’interfaccia fascia-muscolo e fascia-tessuto adiposo, ed edema a livello del tessuto adiposo sottocutaneo.
DIAGNOSI DIFFERENZIALE
Prima di iniziare il trattamento per fascite plantare è opportuno prendere in considerazione altre possibili cause di dolore al tallone: sciatica, sindrome del tunnel tarsale, intrappolamento del nervo plantare laterale, rottura della fascia plantare, frattura calcaneare, apofisite calcaneare, malattie sistemiche (artrite reumatoide, malattia di Behçet, spondilite anchilosante, artrite psoriasica, sindrome di Reiter, gotta, LES) .
TRATTAMENTO RIABILITATIVO : LE ONDE D’URTO
La metodica con onde d’urto è il trattamento d’elezione della fascite plantare associato all’utilizzo di un adeguato plantare con scarico elettivo . In tale patologia infatti la terapia conservativa (ipertermia, ultrasuoni, terapia farmacologica anti-infiammatoria, taping funzionali, infiltrazioni corticosteroidee, esercizi di stretching della fascia plantare) è talvolta inefficace o solo momentaneamente vantaggiosa così come il trattamento chirurgico mirato al release della fascia plantare, con asportazione della borsa sottocalcaneare ed eventuale asportazione della spina calcaneare.

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